Per la serie gli esami non finiscono mai.
E' un elenco di cose strane e surreali accadute nei due giorni degli scritti dell'esame di stato.
Una specie di revival contorto e malato degli esami di maturità...solo senza rete!
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| Neanche il ventilatore...sigh!!! |
Primo giorno
Ore 6.40,alla stazione.
Sulla
banchina si aggira un sosia di
John Locke,ve lo giuro,tale e
quale,separati alla nascita.Per un attimo ho sperato che il mio destino
stesse per cambiare.Meglio il caldo dell'isola che quello delle aule dell'università.
Ore 6.50, sul treno.
Abbarbicata
nella corsia del vagone tra non so quante persone inizio a sentire uno
strano odore.
Alla fine realizzo.
Qualcuno di quelli intorno a me ha
sganciato.
Serie di imprecazioni mentali in aramaico e preghiera
sull'arrivare presto a Termini.
Ore 8.15 circa, fuori l'università.
Un
gruppetto di esaminandi spara un sacco di vaccate ad alta voce...help,fatemi entrare!!!
Ore 9.00 circa, aula forno dell'università.
Tra chi controlla l'aula appare avvolta dalla luce di un volto amico di una prof ...almeno qualcuno che conosco!!!
Ora imprecisata.
Il presidente della commissione annuncia che loro saranno buoni e cari,non cattivi.
Ore 11.00.
Arrivano i temi e i li mortacci sua si sprecano.Come volevasi dimostrare.
Da qui prosegue un tempo vuoto e vacuo causa fusione .
Ore 19.00.
Fuga verso casa.
Ore 20.00 circa.
Ritorno finalmente a casa.
Secondo giorno.
La giornata sembra più soft.Sono abbastanza distrutta fisicamente,ma dopo la sveglia del giorno prima alle 5.30 con Uninettuno in tv chi mi ammazza oggi.
Sul treno sono sul
pianerottolo,posizione piuttosto scomoda.
Ma un tipo raccontava al suo
gruppetto di viaggio come si fa l'Infiorata e mi sono fatta una cultura.
Ci hanno fatto aspettare di meno e per le 9.35 ci hanno dato i temi.
Altra scarica di li mortacci.
E
in tutto questo il presidente ha avuto pure il coraggio di dirci di stare
calmi e scherzando di prendere il
lexotan.
Mentre facevamo il tema,orario imprecisato,una tizia inizia a
sclerare per strada.
Urlava talmente forte che si sentiva al quarto piano
tanto che i commissari si sono affacciati più volte.
Mi spiace solo
non aver capito che diceva.
Immagino una serie di li mortacci non so in
rumeno/ucraino/moldavo forse...la cadenza sembrava quella.
Ritorno glorioso e sfatto a casa per pranzo.
E poi come è andata è andata...tanto è un terno al lotto...
P.S.Vorrei far notare che sabato sono calate le temperature...-.-'.
No comment.