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venerdì 24 ottobre 2014

Spesso il mal di denti ho incontrato...


Gente non c'è niente di peggio che stare male.
Anzi no,forse il peggio del peggio è stare male senza capire la causa.
Sono reduce da quattro giorni di totale distruzione fisica e morale.
Tutto inizia lunedì sera. 
Un lunedì che già pensavo tutto dedicato a ridere guardando Pechino Express.
Ma non avevo fatto i conti col più infame dei mal di testa.
Che mi si è piazzato lì intorno all'occhio.
Roba che ad un certo punto mi sentivo rincoglionita come Eva Grimaldi (mitica) alla ricerca della statuetta del Buddha,o quasi.
Vado dal dottore il giorno dopo.
Sembrava una malocclusione (ndr errata chiusura delle arcate dentarie).
Il dottore mi segna una ortopanoramica e mi rimpalla dal dentista.
Mercoledì mi informo un po' dalle mie parti per vedere dove andare a farla.
Sto male eh,ma nella fascia della sopportazione.
Penso sia un'infiammazione e con qualche antidolorifico tiro a campà.
Ma mercoledì notte mi sveglio e ciao core.
Inizio a pensare che forse il pipistrello mangiato da Costantino lunedì sera potrebbe curare anche me.

Una volta si usava per il mal di denti.Ci sarà un perchè.
Resisto stoicamente anche giovedì.
Ma ieri sera l'abbasta vince su tutta la linea.
Stamattina tour de force ortopanoramica/dentista.
E che cosa era secondo voi?
Ma qualche mascella!Ma quale dente del giudizio!
Uno stupido-f*****o-bastardo dente!
Il signorino si è cariato,però in un posto dove era praticamente impossibile vederlo ad occhio nudo.
Da qui le altre teorie.

Morale della favola.
Prima carie avuta in vita mia (giuro è vero).
Prima seduta dal dentista (che è pure mio zio) con ovvio terrore.
Prima anestesia fatta.
E sotto anestetico sò proprio uno spasso.
La strada del ritorno l'ho fatta cantando stonatissima tutte le canzoni che passavano alla radio.
Al prossimo step dal dentista forse raggiungerò il livello di questo bambino :D

Vi lascio con questa rivisitazione di una famosissima poesia.
Perdonami Montale,ma il mal di testa aka denti produce queste cose...

"Spesso il mal di denti ho incontrato,
era il dente strozzato che gorgoglia, 
era l'incartocciarsi della carie riarsa, 
era la testa stramazzata." 
Tratto da "Denti di Seppia"


lunedì 2 aprile 2012

Incatorciata...babba bia

Ho preso la scoppola del secolo,erano anni che non stavo male così...quasi quasi faccio testamento!(scherzo)
Sto immaginando grandi battaglie nella mia gola,ma credo che i miei anticorpi siano in vacanza alle Bermuda (maledetti....).
Provo a istruire le truppe con questo grande classico...mi cullo di speranze...
ps:mi sono trascinata al photoshow ieri,mi aspettavo di più ma probabilmente la mia mente era annebbiata dalla debolezza...

venerdì 21 gennaio 2011

Nel paese della bugia, la verità è una malattia


Il paese dei bugiardi

C'era una volta, là
dalle parti di Chissà,
il paese dei bugiardi.
In quel paese nessuno
diceva la verità,
non chiamavano col suo nome
nemmeno la cicoria:
la bugia era obbligatoria.

Quando spuntava il sole
c'era subito una pronto
a dire: "Che bel tramonto!"
Di sera, se la luna
faceva più chiaro
di un faro,
si lagnava la gente:
"Ohibò, che notte bruna,
non ci si vede niente".

Se ridevi ti compativano:
"Poveraccio, peccato,
che gli sarà mai capitato
di male?"
Se piangevi: "Che tipo originale,
sempre allegro, sempre in festa.
Deve avere i milioni nella testa".
Chiamavano acqua il vino,
seggiola il tavolino
e tutte le parole
le rovesciavano per benino.
Fare diverso non era permesso,
ma c'erano tanto abituati
che si capivano lo stesso.

Un giorno in quel paese
capitò un povero ometto
che il codice dei bugiardi
non l'aveva mai letto,
e senza tanti riguardi
se ne andava intorno
chiamando giorno il giorno
e pera la pera,
e non diceva una parola
che non fosse vera.
Dall'oggi al domani
lo fecero pigliare
dall'acchiappacani
e chiudere al manicomio.
"E' matto da legare:
dice sempre la verità".
"Ma no, ma via, ma và ..."
"Parola d'onore:
è un caso interessante,
verranno da distante
cinquecento e un professore
per studiargli il cervello ..."
La strana malattia
fu descritta in trentatre puntate
sulla "Gazzetta della bugia".

Infine per contentare
la curiosità
popolare
l'Uomo-che-diceva-la-verità
fu esposto a pagamento
nel "giardino zoo-illogico"
(anche quel nome avevano rovesciato ...)
in una gabbia di cemento armato.

Figurarsi la ressa.
Ma questo non interessa.
Cosa più sbalorditiva,
la malattia si rivelò infettiva,
e un po' alla volta in tutta la città
si diffuse il bacillo
della verità.
Dottori, poliziotti, autorità
tentarono il possibile
per frenare l'epidemia.
Macché, niente da fare.
Dal più vecchio al più piccolino
la gente ormai diceva
pane al pane, vino al vino,
bianco al bianco, nero al nero:
liberò il prigioniero,
lo elesse presidente,
e chi non mi crede
non ha capito niente.
Gianni Rodari
(nb.foto presa dalla rete)
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